sabato 27 agosto 2016










Nessun maggior dolore/che ricordarsi del tempo felice/ne la miseria, si potrebbe dire oggi tutti noi.
Una riflessione frequente negli ultimi tempi in Europa, un pensiero quotidiano in moltissimi Paesi, dei quali siamo troppo spesso dimentichi.
Ciò che ancora una volta sorprende, però, è il fatto che la sintesi di quel tempo che siamo abituati a chiamare vita spesso sta alla fine tutta e solo lì, nelle pieghe dei giorni, nella spesa fatta l’ultima mattina, nell’appuntamento rimandato, nella scelta di andare a dormire senza fare pace, nel biberon preparato o dimenticato, nel pigiama vecchio che-poi-a-fine-stagione-lo-butto, nei piatti lasciati in ammollo, nei baci scambiati per una buona notte e che nessuna ruspa troverà.
Dettagli. Tutti uguali e tutti diversi, che fanno del tempo, appunto, la (nostra) vita.