domenica 28 ottobre 2012

Prima e poi


Gli amici senza dubbio si muovono, seguono la loro via, si rendono ridicoli, sbagliano, perdono pezzi, spariscono per lunghi periodi; ma per me, ai miei occhi, la vera essenza è l’immutabilità, una sorta di persistenza naturale come di albero, di isola o di tempio greco, se vogliamo. Non è questione di lealtà, fedeltà, confidenza, affinità o altro. Stanno sempre lì, ci sono comunque, li ritrovi anche al buio. [...] sull’amicizia sono stati scritti saggi e trattati importanti ma io non me la sento di andare più in là di una similitudine, diciamo frugale: entri nella vecchia casa, cerchi istintivamente l’interruttore a destra della porta, premi, e la luce si accende, l’impianto funziona ancora [...].
[Carlo Fruttero, Mutandine di chiffon, Mondadori 2010]

Ai lati di una porta, ai margini di una strada, nel non detto della storia c’è posto (quasi e solo) per le chiacchiere inessenziali allo svolgersi del grande evento della vita, per l’erba infestante senza la quale non riconosceremmo la strada di casa, per i quadri che hanno anticipato il mondo che avremmo visto (forse e dopo).

venerdì 5 ottobre 2012

La quinta stagione


A fine giornata
come borsa abbracciata alla sedia
e briciola sul tavolo
e figlio unico
e luce a mezzogiorno.
Si dimentica che scivola
la vita
come onda sullo scoglio
e miele dal legno
e bacio del mattino
e pioggia sulla mano.
Si fa presto a dire ciao
se le stagioni sono quattro
e i progetti domani.
C’era scritto
“si consegna in giornata”
la quinta stagione,
che tiene per mano
l’attesa di una ciliegia
e la libertà del ritorno.